sabato 19 settembre 2015

domenica 13 settembre 2015

Fabio Marazzoli: Le inchieste marine del commissario Cantagallo

Fabio Marazzoli: Le inchieste marine del commissario Cantagallo: Le inchieste marine continuano la serie dei gialli di Cantagallo ma sono ambientate a Castiglioni Marina, un grazioso paese di pescatori della Toscana del sud...

venerdì 11 settembre 2015

martedì 8 settembre 2015

lunedì 10 agosto 2015

Le recensioni della libraia: Lo sguardo nel buio

Le recensioni della libraia: Lo sguardo nel buio: "Le persone, per noi ciechi, non sono fatte solo di volti e luce, ma anche di rumori e buio" Lo sguardo nel buio Fabio Marazzoli...


mercoledì 5 agosto 2015

Fabio Marazzoli: ESTATE IN GIALLO

Fabio Marazzoli: ESTATE IN GIALLO: I gialli del Il commissario Cantagallo della Cavinato Editore a 2,99 euro li potete trovare in ebook anche su IBS a prezzo scontato...


Fabio Marazzoli: PROMO CAVINATO: I GIALLI DI CANTAGALLO a 2,99 EURO...

Fabio Marazzoli: PROMO CAVINATO: I GIALLI DI CANTAGALLO a 2,99 EURO...: Aumenta la temperatura e la Cavinato Editore abbassa i prezzi degli ebook! Anche su IBS potete acquistare "LO SGUARDO NEL BUIO"...

Fabio Marazzoli: PROMO CAVINATO: I GIALLI DI CANTAGALLO a 2,99 EURO...

Fabio Marazzoli: PROMO CAVINATO: I GIALLI DI CANTAGALLO a 2,99 EURO...: Aumenta la temperatura e la Cavinato Editore abbassa i prezzi degli ebook! Anche su IBS potete acquistare "SEGRETO FRA LE RIGHE...

Fabio Marazzoli: PROMO CAVINATO: I GIALLI DI CANTAGALLO a 2,99 EURO...

Fabio Marazzoli: PROMO CAVINATO: I GIALLI DI CANTAGALLO a 2,99 EURO...: Aumenta la temperatura e la Cavinato Editore abbassa i prezzi degli ebook! Anche su IBS potete acquistare "UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO"...

mercoledì 8 luglio 2015

lunedì 29 giugno 2015

martedì 9 giugno 2015

Anteprima "LA MOSSA DEL BARBIERE"

Il nuovo giallo del Il commissario Cantagallo che prossimamente sarà pubblicato in ebook dall'editore Cavinato Editore di Brescia.
La nuova indagine di Collitondi ha una novità piccante: Sonia Gorgoni detta “Poccioni”, la procace “vicina troppo vicina” che insidia sessualmente il commissario. Cantagallo saprà resistere agli attacchi della piacente divorziata? I colleghi Bandino e Razzo non ne sono troppo convinti ma è tutto da vedere, anzi da leggere, comprando i nuovi gialli.

lunedì 2 febbraio 2015

VICENDE "PICCANTI" PER CANTAGALLO


A proposito delle vicende "piccanti" della signora Sonia Gorgoni vi propongo un assaggio di quello che sto scrivendo nel nuovo giallo (gialli 2014-2015 pubblicati in ebook da Cavinato Editore).
(...)
«Commissario Cantagallooo! Un aiutino, la prego!» miagolava e contemporaneamente agitava la mano alzata come chi sta per annegare e la tiene fuori dall’acqua e la agita per farsi salvare.
Una voce di donna, simile a quella ammaliatrice delle sirene, lo intercettò. Ma siccome non aveva una corda per legarsi a un palo, come fece all’epoca Ulisse, dovette andarle incontro.
«Ma quanta spesa, signora Gorgoni. Ci sfama un reggimento».
«Magari, averne di quei bei giovanottoni. Ma lasciamo perdere, commissario. Ho fatto un po’ di spesa grossa. Ma con questo caldo…» fece una pausa scientifica per muovere le mani sopra l’ampia scollatura della magliettina aderente per sventolarsi il seno imperlato dal sudore «…non ce la faccio più ad andare in su e in giù tutti i giorni alla Coop». Poi si avvicinò al commissario e, con una mossa studiata, protese il seno sollevando contemporaneamente gli occhi per fissare Cantagallo. «E lei, ce la fa ad andare su e giù tutti i giorni? Su e giù, su e giù. Su e giù, su e giù…».
«Dipende» tagliò corto e si allontanò da quelle specie di mine navali del sesso, spostando gli occhi dallo sguardo della gattamorta alle confezioni da sei dell’acqua. «A casa mia ci pensa mia moglie. Mi avvio e le lascio sulla porta le confezioni dell’acqua» e batté in ritirata.
Dopo quella premessa del “su e giù”,Cantagallo non si azzardava a fare un viaggio in ascensore con la Gorgoni sotto la minaccia della batteria spianata di quei pezzi da otto. Soprattutto dopo quello che gli aveva raccontato in gran segreto il geometra Odoardo Minutella, condomino poco più che cinquantenne, sposato e quindi “attaccabile” dalla gattamorta. Il geometra qualche tempo prima gli aveva confidato un particolare scabroso, quando aveva fatto l’ascensore insieme alla Gorgoni per portare un quadretto in cantina. Si ricordava sempre le frasi che si erano scambiate.
«Non ci crederà, commissario, ma la Poccioni doveva essere eccitata per qualcosa perché le si intravedevano dalla maglietta i capezzoli ritti!».
«Ma non scherzi, geometra!».
«Glielo giuro! Erano così ritti e gonfi che ci avrei potuto appendere il quadretto che avevo in mano».
“Poccioni” era il soprannome che le aveva appioppato il geometra Minutella per le dimensioni esagerate del seno della Gorgoni.
Quindi Cantagallo doveva pensarci bene prima di stare in spazi angusti insieme alla Poccioni. Il commissario si preoccupava che nello spazio troppo piccolo dell’ascensore, con la scusa dell’ingombro delle buste della spesa, la gattamorta gli avrebbe appoggiato il seno al torace oppure alla schiena per cercare di scardinare la sua onestà coniugale.
Intanto era già arrivato al pianerottolo di casa e aveva depositato l’acqua.
«Ti ho visto, sai, con quella là!».
«Iolanda, ma che dici?! Le ho portato su l’acqua solo perché mi ha visto. Non ne potevo fare a meno».
«Le dicevi che avevi mal di schiena!».
«Non mi è venuto di dirlo, lì per lì».
«E la prossima volta glielo dici, lì per lì!».
«Ma che sarà mai. Tanto non me ne importa nulla».
«Importa a me. Quella tappa siliconata non la posso vedere».
«Non è siliconata, a quello che mi ha riferito il geometra Minutella».
«E allora?».
«Allora, sono naturali. Il ragioniere mi ha detto che glielo ha confidato proprio la Poccioni, cioè la Gorgoni. Una volta gliele ha mostrate e gliele ha fatte palpare per fargli sentire che erano morbide e non finte».
«Bel porco, il ragioniere! E che differenza fa? Sembrano poppe al silicone perché sono troppo esagerate. E poi non mi va che con una scusa o un’altra quella ti faccia la gattamorta!».
«Ma se lo fa con tutti i mariti!».
«Degli altri mariti che me ne importa?! Ci penseranno le loro mogli. E poi le tiene in bella vista con quei reggiseni Wonderbra, la schifosa».
«Ma se sei tanto invidiosa, perché non te li metti anche te i Wonderbra?!».
«Invidiosa, io?! Io non ne ho bisogno. A me stanno su da sole».
«Ma dobbiamo stare a parlare tutta la sera del seno e reggiseno della Gorgoni? Ho avuto una giornata bestiale. E ancora non è finita».
E le raccontò i particolari.
(...)

CANTAGALLO E LA "VICINA TROPPO VICINA"

Il fatto delle vicine che cercano di dare l'assalto, per così dire, al commissario Cantagallo è un fatto recente. Da quando sono usciti i gialli (in ebook da Cavinato Editore) che parlano di lui e delle sue abitudini, una vicina di casa, piacente, divorziata e alquanto prosperosa, da qualche tempo a questa parte cerca di sgretolare le sue "difese". La vicina troppo vicina è la signora Sonia Gorgoni. Sonia è una donna bassa, esile ma tutta forme, tanto da sfoggiare una quarta di reggipetto che ostenta sempre indossando ampie scollature, magliettine al limite dello sbrano, camicette dai bottoni in attesa di un’apertura prorompente col botto. Ha i capelli biondicci portati corti alle spalle con dei colpi di sole per nascondere quelli grigi e calza sempre scarpe col tacco 12 per sembrare più alta, pure le ciabatte da casa le porta col tacco.
Per quello che riguarda le vicende della signora Sonia, posso anticipare che nel prossimo romanzo lungo se ne parlerà per le vicende che la coinvolgeranno nei suoi tentativi d'assalto sessuale al "fortino Cantagallo". Indubbiamente devo ammettere che la signora ha molte armi per lanciare l'attacco e il commissario sarà messo a dura prova dalla vicina.


sabato 24 gennaio 2015

Fabio Marazzoli: PUBBLICATO "Lo sguardo nel buio"


Fabio Marazzoli: PUBBLICATO "Lo sguardo nel buio": PUBBLICATO "Lo sguardo nel buio" il nuovo giallo del commissario Cantagallo da Cavinato Editore . Lo trovate su tutte le libr...

sabato 17 gennaio 2015

UN ASSAGGIO in anteprima del giallo "Lo sguardo nel buio"


UN ASSAGGIO in anteprima del giallo "Lo sguardo nel buio": la nuova indagine del commissario Cantagallo che sarà pubblicata da Cavinato Editore

Capitolo uno

Era una serata di fine settembre.
Il commissario Cantagallo, appoggiato alla ringhiera della sua grande terrazza, osservava il buio che si allungava verso il paese e si godeva il fresco della sera.
Alle sue spalle, nel soggiorno, Iolanda discorreva nella consueta telefonata settimanale con sua sorella e Luigi disegnava dei personaggi manga di sua invenzione con carta e penna.
Così, come tutti i dopocena che Dio metteva in terra da qualche tempo a quella parte, i Cantagallo erano in attesa del film di prima serata.
Nel frattempo, il commissario scrutava il buio e gli tornavano in mente certi suoi pensieri ricorrenti sul potere ingannatore della sera. A pensarci bene, cos'era l'oscurità? L’oscurità era tutto un trucco della notte per camuffare le magagne della realtà che erano illuminate dalla luce del giorno. Infatti, la luce faceva risaltare i difetti delle cose, mentre l’oscurità li sapeva ben occultare, celando pecche, manchevolezze e altri guasti non visibili nel buio.
A Cantagallo non piaceva la notte, il buio in particolare. Nell’oscurità si annidavano i criminali: era un dato di fatto conosciuto da tutti, anche da chi non fosse un poliziotto come lui. Nel buio, i delinquenti si sentivano autorizzati a compiere furti e delitti, come se quella cappa oscura li avvolgesse, li proteggesse, nascondendoli alla vista. La notte era una specie di lasciapassare per coloro che del crimine ne avevano fatta una scelta di vita e l’oscurità diventava una sorta di maschera, dietro la quale si nascondevano i criminali per agire indisturbati. La sua repulsione nei confronti della notte non era una deformazione professionale, ma una vera e propria avversione naturale. Il calare della notte spesso induceva le persone a compiere dei crimini che difficilmente avrebbero commesso durante il giorno. Tale condizione era conosciuta come “stato crepuscolare” ed era per tutto simile al sonnambulismo, ma poteva mettere le persone nelle condizioni di uccidere. Quindi, per il commissario era indubbio che di notte tutto potesse accadere, omicidi compresi, anche se di recente, in paese, non ce ne erano stati. Cantagallo, però, non si faceva troppe illusioni e già immaginava che da un momento all’altro gli sarebbe piombato un omicidio fra capo e collo. Non era un banale fatalismo. La sua esperienza gli faceva supporre che prima o poi sarebbe capitato: era nel normale corso delle cose della vita. E quando sarebbe accaduto? Non si dette una risposta e, quasi a cercarla in quel buio dove probabilmente si nascondeva, continuò a tenere lo sguardo fisso verso l’oscurità.
In quella serata, però, non era il solo a cercare una risposta nel buio.

giovedì 6 novembre 2014

Pubblicato il giallo "SEGRETO FRA LE RIGHE" in epub

Pubblicato il giallo "SEGRETO FRA LE RIGHE" in epub,
il nuovo giallo 2014 delle inchieste marine del commissario Cantagallo
LO POTETE TROVARE NELLE LIBRERIE ONLINE
http://www.bookrepublic.it/book/9788899121310-segreto-fra-le-righe/

Pubblicato il giallo "UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO" in epub

Pubblicato il giallo "UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO" in epub,
il nuovo giallo 2014 del commissario Cantagallo
LO POTETE TROVARE NELLE LIBRERIE ONLINE
http://www.bookrepublic.it/book/9788899121303-un-vecchio-tappeto-persiano/

sabato 4 ottobre 2014

Fabio Marazzoli: ANTEPRIMA SEGRETO FRA LE RIGHE

Fabio Marazzoli: ANTEPRIMA SEGRETO FRA LE RIGHE: ANTEPRIMA SEGRETO FRA LE RIGHE In anteprima il nuovo sito internet dedicato ai gialli del commissario Cantagallo dove potete leggere le ...

Fabio Marazzoli: ANTEPRIMA UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO

Fabio Marazzoli: ANTEPRIMA UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO: ANTEPRIMA UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO In anteprima il nuovo sito internet dedicato ai gialli del commissario Cantagallo dove potete legg...

Fabio Marazzoli: SEGRETO FRA LE RIGHE

Fabio Marazzoli: SEGRETO FRA LE RIGHE: SEGRETO FRA LE RIGHE In anteprima il nuovo sito internet dedicato ai gialli del commissario Cantagallo dove potete leggere le curiosità su...

Fabio Marazzoli: UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO

Fabio Marazzoli: UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO: UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO In anteprima il nuovo sito internet dedicato ai gialli del commissario Cantagallo dove potete leggere le curi...

Fabio Marazzoli: Le indagini del commissario Cantagallo

Fabio Marazzoli: Le indagini del commissario Cantagallo: Le indagini del commissario Cantagallo pubblicate dal dottor Cristian Cavinato della CavinatoEditore  nternational di Brescia. Clicca sul...

domenica 8 giugno 2014

booktrailer Segreto fra le righe di Fabio Marazzoli 2014







Il booktrailer della seconda inchiesta di mare del commissario Cantagallo del giallo pubblicato nel 2016 da Cavinato Editore International di Brescia.




sabato 3 maggio 2014

Il booktrailer del libro "UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO"

Il booktrailer del libro "UN VECCHIO TAPPETO PERSIANO" il nuovo romanzo giallo del commissario Cantagallo, dell'autore Fabio Marazzoli e pubblicato da Cavinato Editore International.
http://youtu.be/GOOghk7JV9I


domenica 13 aprile 2014

domenica 7 luglio 2013

Il blog di Fabio Marazzoli: RIME DI UN “VIAGGIATORE”

Il blog di Fabio Marazzoli: RIME DI UN “VIAGGIATORE”: RIME DI UN “VIAGGIATORE” Giunti alla fine del medievale giallo ecco la spiegazione che tiro in ballo. Cantagallo non è reale, ma tuttavia v...

Il blog di Fabio Marazzoli: LA CURIOSA MORTE DEL COLONELLO MILLAR

Il blog di Fabio Marazzoli: LA CURIOSA MORTE DEL COLONELLO MILLAR: UN SIMPATICO CONCORSO in collaborazione con il gruppo facebook I LIBRO-COMPULSIVI: "LIBRO TRA LE RIME" ovvero ...

Il blog di Fabio Marazzoli: UN GHIOTTO MISTERO PER MISTER KREUTZNAER

Il blog di Fabio Marazzoli: UN GHIOTTO MISTERO PER MISTER KREUTZNAER: UN SIMPATICO CONCORSO in collaborazione con il gruppo facebook I LIBRO-COMPULSIVI: "LIBRO TRA LE RIME" ovvero ...

Il blog di Fabio Marazzoli: L’ULTIMO ARTICOLO DEL DIRETTORE WALTER

Il blog di Fabio Marazzoli: L’ULTIMO ARTICOLO DEL DIRETTORE WALTER: UN SIMPATICO CONCORSO in collaborazione con il gruppo facebook I LIBRO-COMPULSIVI: "LIBRO TRA LE RIME" ovvero ...

sabato 27 aprile 2013

sabato 20 ottobre 2012

Cantagallo in lettura gratis a CubaLibro a Siena



Da lunedì 22 ottobre il giallo del commissario Cantagallo in lettura GRATIS a CubaLibro a Siena, Centro Commerciale PORTA SIENA – Livello Ristorazione. Il romanzo giallo “Omicidio sotto il sole” scritto da Fabio Marazzoli ed edito da Lalli Editore sarà messo a disposizione dall’autore in lettura GRATIS per i clienti di CubaLibro. Buona lettura a tutti.

venerdì 2 marzo 2012

Il barone di Occhiolà su starbooks.it - giallo inedito della prima indagine siciliana del commissario Cantagallo


Prosegue la serie con il secondo racconto inedito del commissario Cantagallo intitolato “Il barone di Occhiolà”. Il giallo può essere letto nella Libreria del "Caffè internet" starbooks.it delle gentili e attente "bariste" Carlotta e Giulia, che saluto.
Lo potete scaricare per leggerlo gratis qui.

Si tratta della prima indagine siciliana per il commissario Cantagallo dove ci sono altri fatti intricati da sbrogliare per un delitto di un uomo ucciso a colpi di pistola. Cantagallo non si tira mai indietro, soprattutto se lo coinvolge il suo amico maresciallo Bompensiere, paesano della moglie del commissario e comandante della Stazione dei Carabinieri del paese di San Rocco Etneo. Cantagallo si trova in ferie con la famiglia a Capobianco, paese nativo della moglie, dove abitualmente torna ogni anno per passare le ferie di fine estate. Il maresciallo lo incontra per caso mentre è in visita ai mosaici della Villa del Casale a Piazza Armerina.
Bompensiere chiede al commissario di dargli una mano perché è alle prese con il delitto fituso di un uomo trovato morto ammazzato dentro un’auto vicino ad una stradina di campagna nei pressi di Grammichele.
Il maresciallo Bompensiere sta indagando da parecchi giorni, ma non riesce a venirne a capo. Tutti i fatti spingono le indagini verso l’archiviazione d’ufficio per un delitto, come tanti altri, commesso da ignoti. Bompensiere non ci sta e vuole vederci chiaro. Nel giro di pochi giorni il maresciallo dovrà fornire una risposta al Sostituto Procuratore Turiddu Marturana, con il quale non scorre buon sangue.
Marturana vuole archiviare il delitto rapidamente perché è convinto che si tratti di un comune delitto commesso da balordi della zona. Il commissario Cantagallo analizza i fatti e pochi sono gli elementi per la costruzione del suo “mosaico criminale”. Tutto sembra semplice, ma non è così. Il ritrovamento di un misterioso telegramma in dialetto siciliano riapre l’indagine verso una nuova pista investigativa e verso il vero insospettabile assassino. Tutto sarà svelato all’ultimo momento e l’omicida sarà smascherato da un abile stratagemma del commissario Cantagallo.

Come ho scritto nella premessa, il racconto è un omaggio a mio nonno che nei primi anni del 1900 prestò servizio in Sicilia come maresciallo dei Carabinieri in una Stazione di un piccolo paesino in provincia di Catania. Il ricordo degli episodi in cui mio nonno fu protagonista in quell’epoca si è tramandato attraverso i racconti dei miei genitori. Io li rievoco in questo primo episodio per conservare la memoria delle persone che hanno fatto parte della mia famiglia perché occorre mantenere sempre vivo il ricordo di chi ci ha preceduto, di chi ci ha indicato la strada da seguire, di chi ci ha insegnato a ricordare per non dimenticare.

Il telegramma è vero ma tutto il resto è inventato di sana pianta.
Buona lettura a tutti.

Fabio Marazzoli

lunedì 6 febbraio 2012

Da Mercoledì 8 alle 21.30 su Radio 3 Network FM 91.7 MHz - Un audiolibro per il “Commissario Cantagallo”

Dall’8 al 13 Febbraio alle 21,30 andranno in onda le sei puntate dell’audiolibro tratto dal racconto “Lo Sguardo nel Buio” di Fabio Marazzoli. L’adattamento radiofonico andrà in onda all’interno della trasmissione “Gutenberg - I Libri da Ascoltare”, rubrica quotidiana dedicata agli audiolibri. La lettura e il montaggio sono stati affidati alla speaker Simona Grossi Landi e sono stati realizzati negli studi di Radio 3 Network.

La trama - La vicenda è ambientata nella cittadina inventata di Collitondi, che riprende l’aspetto e la topografia di Poggibonsi. La popolazione è sconvolta da un omicidio efferato e singolare: la vittima è un cieco, sorpreso dall’assassino nel tragitto tra casa e il Centro Anziani che frequenta regolarmente. Tra mafia cinese, pettegolezzi e superiori inetti, il Commissario Cantagallo svolge l’inchiesta in tempi record, grazie all’aiuto di un testimone particolare, un altro non vedente.

L’audiolibro fa parte di “Liberi di Leggere”, iniziativa nata più di un anno fa grazie a Fabio Marazzoli e che promuove la diffusione gratuita dei racconti inediti che hanno come protagonista il Commissario Cantagallo. In collaborazione con l’Editore Antonio Lalli di Poggibonsi (http://www.lallieditore.it/) e con il Patrocinio del Comune di Poggibonsi, il racconto è stato anche distribuito in formato cartaceo con caratteri più grandi presso il Centro Insieme di Poggibonsi e sarà pubblicato a puntate sul sito web Valdelsa.net (http://www.valdelsa.net/) grazie a Federico Bertolucci, direttore responsabile della testata web valdelsana. Nel 2009, inoltre, è stato tradotto in audio tramite un software ed è stato distribuito dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Siena.

L’autore, che ha ascoltato in anteprima l’audiolibro, dichiara “è stata una grande sorpresa sentire il mio libro "rivivere" nelle parole, nei suoni e nei rumori che Radio 3 Network ha saputo sapientemente miscelare. Le strade che prendono vita, i personaggi che diventano interpreti, il libro che parla al lettore come un amico di viaggio. E' una sensazione strana e piacevole al tempo stesso poter ascoltare quello che nella mia mente ho cercato di scrivere in un giallo.”

“Gutenberg - I libri da ascoltare” va in onda tutti i giorni alle 21,30. Dopo la messa in onda, “Lo Sguardo nel Buio” sarà disponibile sul sito della radio, www.radio3.net.


domenica 22 gennaio 2012

Cantagallo a RADIO 3 NETWORK FM 91.7

Cantagallo a RADIO 3 NETWORK FM 91.7

Ecco il volto della gentile e bravissima Simona Grossi Landi, giovane ma già celebre speaker di Radio Chianti, a cui mando un grande ringraziamento per come è riuscita a interpretare la lettura dei gialli.


Simona Grossi Landi la puoi ascoltare su RADIO CHIANTI.

RADIO 3 NETWORK e il commissario Cantagallo

Cantagallo a RADIO 3 NETWORK FM 91.7




Claudia Giammaria e Mirco Roppolo di Radio 3 Network sono riusciti a dare la voce ai pensieri, alle sensazioni, alle idee, alle emozioni che avevo in testa e che volevo trasmettere agli altri.
E penso che sono riusciti anche a superarmi nella interpretazione del racconto giallo.
Il giallo del commissario Cantagallo ha trovato casa perché, come ho letto da qualche parte, il libro stampato è un po' come un figlio maggiorenne. Esce di casa e si mette in cerca del posto giusto per continuare la propria vita in modo indipendente, sempre vegliato da lontano da chi lo ha fatto nascere, ma libero di fare le proprie scelte o di essere scelto, come in questo caso da voi.
Ve lo affido, trattatelo bene: è giovane, in gamba e vuole fare tanta strada, sempre in buona compagnia.
Alla prossima.

GUTENBERG - Cantagallo a RADIO 3 NETWORK FM 91.7

GUTENBERG - Cantagallo a RADIO 3 NETWORK FM 91.7




Per me è stata una grande sorpresa sentire il mio libro "rivivere" nelle parole, nei suoni e nei rumori che avete saputo sapientemente miscelare.
Le strade che prendono vita, i personaggi che diventano interpreti, il libro che parla al lettore come un amico di viaggio.
E' una sensazione strana e piacevole al tempo stesso poter ascoltare quello che nella mia mente ho cercato di scrivere in un giallo.
In una sola parola: emozionante!

Il commissario Cantagallo a RADIO 3 NETWORK FM 91.7

Fra pochi giorni inizieranno le puntate radiofoniche dei gialli del commissario Cantagallo.
Seguite l'evento su RADIO 3 Network FM 91.7
http://www.radio3.net/



Ogni libro sarà letto dalla gentile e bravissima Simona Grossi Landi a cui mando un grande ringraziamento per come è riuscita a interpretare la lettura dei gialli.
Ciao a tutti.


Fabio Marazzoli

lunedì 29 agosto 2011

"Il filo di Arianna" nel libro "Il mosaico del delitto"


Il racconto “Il filo di Arianna” è stato inserito nel libro giallo “Il mosaico del delitto”, che raccoglie oltre a quello altri due racconti sempre del commissario Cantagallo. Un cordiale saluto.

Fabio Marazzoli

giovedì 25 agosto 2011

Pubblicato da ilpiacerediscrivere.it l'ebook del racconto "Il filo di Arianna"


Con grande piacere informo che il racconto giallo inedito "Il filo di Arianna" è stato pubblicato in formato e-book da ilpiacerediscrivere.it . Lo potete scaricare qui . Un sentito ringraziamento alla poetessa Annarita per la sua gentile collaborazione. Buona lettura a tutti. Alla prossima.

mercoledì 3 agosto 2011

ilpiacerediscrivere.it



La gentile Annarita ha inserito proprio ieri il blog nel sito www.ilpiacerediscrivere.it .
Lo potete trovare al seguente indirizzo http://www.ilpiacerediscrivere.it/il-blog-del-commissario-cantagallo/ .
Il sito ilpiacerediscrivere.it è molto bello e suggestivo. Si può proprio definire cone il sito "Per chi ama scrivere ed aspira ad essere letto", come è testualmente definito dalla poetessa Annarita.
Una bella accoppiata il commissario Cantagallo e ilpiacerediscrivere.it non c'è che dire.
E tutto questo grazie anche a twitter.
"Galeotto fu il... network e chi vi scrisse", e che Dante Alighieri mi perdoni.
Ma questa è tutta un'altra storia.
Alla prossima.

FM

domenica 31 luglio 2011

Il filo di Arianna – Dodicesima e ultima parte

Il filo di Arianna - Dodicesima e ultima parte

Nel frattempo i colleghi della squadra di Cantagallo si erano già piazzati nei locali al piano sotto terra delle cantine del condominio. Cantagallo e Baccio arrivarono appena in tempo per prendere posizione, estrarre le pistole e attendere. I locali erano estesi perché le cantine del palazzo erano molte e molti erano gli spazi condominiali. Sembrava di essere in un labirinto. Il buio della sera aiutava i poliziotti che si erano nascosti in certi anfratti scuri dei locali oppure all’interno delle cantine dei condomini che avevano accettato di collaborare con il commissariato. Tutti erano in attesa dell’arrivo del portiere.
Il Mucci non si fece aspettare. Il portiere, con una pila in mano, scese trafelato le scale che dal piano terra, dove c’era la guardiola, portavano nelle cantine e nei locali del sotto strada, dove c’erano i depositi dell’acqua, l’impianto di decalcificazione e altre stanze e stanzine che solo il Mucci doveva conoscere bene. L’ambiente non era ben illuminato e soprattutto di notte non si riuscivano a distinguere bene le porte dei vari locali. Il portiere accese la pila e incominciò a cercare i famosi pezzi di filo rosso lungo il percorso fino al posto in cui aveva nascosto la ragazza. La sua ricerca durò a lungo e ogni tanto controllava l’orologio per vedere quanto tempo mancava a mezzanotte. Nelle cantine c’era il più assoluto silenzio e il commissario sentiva solo i rumori del portiere che era agitato perché non riusciva a trovare il filo rosso. Cantagallo sentiva benissimo cosa diceva perché il Mucci parlava ad alta voce.
“Maledetta ragazzina” - sibilava il Mucci, con cattiveria. – “Dove avrà messo quei pezzi di filo rosso? Ho guardato dappertutto e niente. Faccio prima. Me lo faccio dire da lei e se non me lo dirà avrà quel che si merita”.
Cantagallo sentì il Mucci fare dei passi e dirigersi verso un locale al di là delle cantine. Il Mucci aprì una porta e accese una luce. Il portiere aveva percorso uno stretto corridoio ed era entrato nei locali dei depositi dell’acqua. Allora Cantagallo uscì dalla cantina in cui si era nascosto con Baccio e si guardò intorno per vedere dove fosse entrato il portiere. La luce accesa dal Mucci indicò al commissario dove andare. Il portiere trafficava con uno scaffale arrugginito e con delle vecchie tavole di legno. Lo scaffale e le tavole coprivano alla vista una porta di lamiera sporca che sembrava l’entrata di un altro locale o di un piccolo magazzino. La scaffalatura era polverosa e piena di ragnatele. Sopra c’erano anche dei vecchi palloni d’acciaio fuori uso che dovevano essere stati utilizzati nell’impianto idraulico. Dopo un po’ il Mucci aprì la porta, chiusa a chiave, entrò, accese la luce e accostò la porta. Su una sedia appoggiata al muro, di fronte alla porta, c’era Arianna legata e con la bocca chiusa dallo scotch marrone, come quello usato per chiudere le scatole di cartone. In un angolo dello stanzone c’era un gabinetto di fortuna. Dalla parte opposta, sopra un tavolo, avanzi di roba da mangiare e delle bottiglie d’acqua. Il resto del locale era squallido e sporco. La ragazza, impietrita, era terrorizzata dalla vista dell’uomo.
“Dov’è il filo, ragazzina? Non dire bugie, altrimenti è peggio per te” – sibilava di nuovo lui.
Arianna gli fece cenno con gli occhi e alzò un po’ la gamba destra per indicargli di guardare nella tasca dei pantaloni.
Il Mucci si fiondò su di lei e andò a colpo sicuro per prendere il rocchetto di filo rosso. Infilò la mano dentro la tasca, prese il rocchetto, strinse la mano e la tirò fuori. Si era impossessato della prova che lo avrebbe incolpato. Poi aprì la mano e trovò un’amara sorpresa.
“Ma questo che cos’è?” – esclamò lui, guardando il rocchetto di filo da imbastire. – “Doveva essere del filo rosso e non del filo bianco.” – La vista di quel filo sbagliato lo aveva fatto infuriare e incominciò a urlare. – “Tira fuori il filo rosso, ragazzina o ti faccio fare la stessa fine che ho fatto fare a quella ingrata di Franca che non voleva il mio amore! Presto! Tiralo fuori o ti ammazzo con le mie stesse mani!”.
A quel punto Cantagallo decise di intervenire. Spalancò la porta e spianò la pistola all’altezza della testa del Mucci. Baccio copriva da dietro il commissario, anche lui con la pistola spianata.
“Mucci, è tutto finito” – intimò Cantagallo, a muso duro. – “Si giri piano. Tenga le mani in alto e bene in vista. Se prova a fare il furbo, il collega le spara e le fa un buco nelle mani che se lo ricorda per un pezzo. Così non potrà nemmeno più leggere la Divina Commedia”.
Il portiere si voltò, era incredulo e non riusciva a capire il perché di quel discorso della Divina Commedia. Poi, il commissario e i poliziotti non dovevano nemmeno essere lì e a quell’ora.
Intanto erano arrivati gli altri colleghi che liberavano Arianna dalle corde e dallo scotch.
“Come ha fatto a scoprire della Divina Commedia?” – sibilò il Mucci.
“Ha fatto degli errori, Mucci. Si è fatto vedere troppo interessato alla lettura di quel libro. Ha insospettito i miei uomini che si erano spacciati per elettricisti dell’Enel e che erano lì per controllare la zona. I miei uomini mi hanno riferito il suo strano comportamento di leggere sempre lo stesso libro e di sottolinearlo, e questo mi ha insospettito. Un portiere di condominio, mi sono chiesto, perché deve leggere e sottolineare la Divina Commedia proprio nel canto dell’Inferno dove si parla dell’amore che non permette a chi è amato di non riamare?”.
“Amavo Franca, la desideravo, ma lei non ne voleva sapere del mio amore e così l’ho uccisa. La passione per quel canto dell’Inferno mi ha tradito”.
“Questo è stato uno dei suoi errori che ci ha aiutato a incastrarla. Non ero sicuro al cento per cento, ma è caduto nella trappola che le abbiamo teso. Arianna, invece, non ha fatto errori. Anzi, si è ricordata di quello che aveva studiato a scuola e ci ha lasciato delle tracce per ritrovarla”.
“Proprio così, commissario” – era Arianna che parlava con la sua voce squillante e felice. – “Mia nonna Piera, appassionata di mitologia greca, fin da piccola mi ha sempre ripetuto la storia di Arianna e Teseo, con la scusa che la mia mamma mi aveva chiamato con quel bel nome. Quando il portiere non vedeva, ne ho approfittato e ho arrotolato i pezzi di filo da imbastire per farmi ritrovare. Non ce l’ho fatta a lasciarlo nelle cantine perché era buio”.
Poi il commissario continuava a parlare al Mucci.
“Proprio così. Non ha nemmeno visto il filo di Arianna. Un filo da imbastire che si può spezzare facilmente con una mano e non come quest’altro filo rosso per cucire, che le ho fatto vedere in commissariato come falsa traccia che si non spezza facilmente. Come ha visto, non c’era altro filo arrotolato nelle cantine e in altri locali. C’è cascato e ci ha portato dove aveva nascosto la ragazza. Come vede, alla fine ha collaborato con la Polizia per ritrovare Arianna. Era proprio quello che voleva fare fin dall’inizio di questa indagine”.
Arianna accompagnata dalla vice uscì da quello stanzone.
Il Mucci seguì con lo sguardo l’uscita della ragazza e capì che era tutto finito. Lanciò un grido.
“NOOO! Non lasciatela andare!”.
Cantagallo si ricordava qualcos’altro di quel canto dell’Inferno e disse al Mucci.
“Lo saprà a memoria quel canto, vero Mucci? Allora, ascolti. Non impedir lo suo fatale andare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole…”.
Il Mucci era disperato e lo interruppe di nuovo.
“Maledetto! Maledetto! Avevo pensato a tutto, ma come ha fatto?”.
“…e più non dimandare” - concluse Cantagallo e fece segno ai suoi di portarlo via.
Il commissario guardò l’orologio, non era troppo tardi.  Decise di fare una telefonata.
“Questore, buonasera. Scusi se la disturbo, ma si tratta della ragazza rapita”.
“Buonasera, Cantagallo. Vivaddio, ma le sembra questo il momento! La sua telefonata è un po’ inopportuna perché mi trovo al culmine della cena del ringraziamento. Ad ogni buon conto, dica pure, se si tratta di una cosa urgente”.
“Abbiamo liberato la ragazza rapita e arrestato il colpevole dell’omicidio della domestica. L’uomo è il portiere del condominio, Mucci Patrizio. Aveva rapito e nascosto la ragazza dopo aver ucciso la domestica. Il Mucci si era invaghito della donna, ma lei lo aveva rifiutato…”.
“Caro Cantagallo, lo vede che tutto torna. Lo vede che avevo ragione io. Vivaddio, d’altronde la soluzione del caso, a lei, l’avevo già fornita io stesso nel nostro incontro precedente. Come ha avuto modo di vedere, la mia ipotesi dell’omicidio maturato nell’ambiente della Tratta delle bianche era corretta. Quell’uomo voleva portarsi a letto la domestica e poi ha rapito la ragazza per soddisfare le sue voglie incontenibili. Allora…”.
“Scusi, Questore, ma che c’entra questa faccenda della Tratta delle bianche?”.
“Vivaddio, come che c’entra?! C’entra eccome, Cantagallo! Questo fatto basta e…” – la voce del Questore si sentiva poco e Cantagallo pensava che fosse di nuovo un problema di segnale con il suo telefonino.
“Questore, la sento poco. Forse c’è poco segnale, c’è poco campo…”.
“Campo?! Ma di che accidente di campo parla, Cantagallo! Un bel campo da arare ci vorrebbe a lei e a tutti quelli del suo commissariato. Spalle rubate all’agricoltura! Ecco cosa sono i suoi poliziotti”.
“Questore, non le permetto di…”.
“CANTAGALLO! Io mi permetto tutto quello che mi pare e non mi interrompa con i suoi modi campagnoli d’interloquire! Questo era un caso difficile in cui occorreva una mente investigativa a trecentosessanta gradi, un segugio del crimine, in parole povere, uno Sherlock Holmes di periferia. Invece, mi ritrovo lei, in parole povere, un Watson di campagna. Come vede, Cantagallo, ha fatto bene a venire da me. Ora la devo salutare...”.
Cantagallo non riuscì a stare zitto e replicò a modo suo al Questore.
“Bel colpo non ammazzò mai uccello. Buonanotte, Questore.” – fece stizzito Cantagallo e chiuse la telefonata.
“Bel colpo… che fece? CANTAGALLOOO?” – cercò di capire il Questore. – “Buonanotte!”.
Il commissario si congedò con il suo immancabile proverbio di fine colloquio. Il Questore non capiva mai il senso dei proverbi, come lui non capiva mai il significato delle frasi in latino.
Intanto Arianna era salita nella casa della nonna dove la stavano aspettando per abbracciarla i suoi genitori, la nonna e il suo ragazzo. Si fece una doccia e si mise degli abiti puliti per tornare a casa. Quando tutti furono fuori per strada, Stefano baciò Arianna e l’abbracciò di nuovo. Le fece segno di avvicinarsi perché le voleva farle vedere una cosa. Poi prese un pacchetto e lo dette alla ragazza. Arianna era sorpresa. Prese il pacchetto, lo guardò e lo scartò in silenzio. Dentro c’era un piccolo astuccio e lo aprì piano, piano. Non credeva ai suoi occhi.
Nell’astuccio c’era il braccialetto che aveva desiderato due giorni prima. La sua gioia era incontenibile. Guardò di nuovo Stefano negli occhi e lo baciò.
Poi Arianna si voltò, guardò per un attimo i suoi genitori e sorrise. Prese per mano Stefano e si avviò con lui lungo la strada che portava in paese.

Il filo di Arianna – Undicesima parte

Il filo di Arianna - Undicesima parte

Cantagallo aveva finito di descrivere il piano per incastrare il Mucci e comunicava gli ultimi dettagli.
“La nonna e i genitori della ragazza devono essere avvertiti solo quando l’operazione sarà conclusa e avremo la certezza che Arianna sia viva e sta bene. Fate ognuno quello che vi ho detto e mi raccomando, muovetevi con la massima cautela.” – Poi si rivolse a Baccio. – “Baccio, convoca immediatamente il Mucci dicendogli che si è dimenticato di firmare il verbale della sua deposizione. Se il Mucci tentenna, digli che è urgente. Inventagli una scusa per farlo venire subito qui, così i colleghi possono entrare nel palazzo indisturbati. Quando arriva in commissariato, accompagnalo da me e dopo avverti un collega per fargli firmare il verbale e altri documenti. Devi dire al collega che lo trattenga per circa un quarto d’ora. Giusto il tempo per consentire a noi di prendere posizione nel condominio”- e di nuovo agli altri. - “Voi prendete posizione. Io intanto faccio un salto in merceria e torno subito”.
Cantagallo dopo poco era di ritorno con un pacchettino in mano. Ritornò nel suo ufficio e attese l’arrivo del portiere. Dopo un po’ suonarono al portone e poi arrivò il Mucci accompagnato da Baccio.
Cantagallo era pronto per recitare la sua parte di quella sceneggiata.
“Buonasera, signor Mucci. Prego, si accomodi. Scusi se l’ho fatta chiamare a quest’ora, ma abbiamo avuto da fare fino ad ora”.
“Buonasera, signor commissario” – disse il Mucci che non voleva far vedere che era scocciato per quella convocazione. – “No, ci mancherebbe altro. Non c’è nessun problema. L’agente mi ha detto che mi avete chiamato per la deposizione dell’altro giorno che non ho firmato”.
“Sì, proprio per quello” – confermava asciutto Cantagallo. – “Siamo vicini a prendere il colpevole e dobbiamo chiudere certe pratiche burocratiche” – e concludeva  in modo evasivo.
Il portiere, improvvisamente, si fece molto attento e non era più scocciato da quella convocazione.
“Mi dica, mi dica, commissario. Siete a buon punto con le indagini? Il colpevole chi è?”.
“Piano, piano, signor Mucci. Ho detto che siamo vicini, ma non sappiamo chi è. Sappiamo solo che la nipote ha lasciato in giro una traccia sulla strada che ha fatto con il suo rapitore per farci capire dove si trova nascosta”.
Il portiere cambiò espressione in volto, ma rimase tranquillo.
“Che ragazza in gamba quell’Arianna. Ma come ha fatto?”.
Cantagallo mise sul tavolo le piccole bustine di plastica trasparente in cui aveva messo le tracce false, ovvero i pezzi di filo rosso che aveva staccato dal rocchetto appena comprato.
“Arianna, non vista, ha preso il filo fra quelli che usava la nonna per cucire i vestiti e ha lasciato questi pezzi di filo dappertutto nel condominio. Stanotte, dopo mezzanotte” – Cantagallo fingeva anche sull’ora – “perlustreremo tutto il palazzo prima di domani, dal primo all’ultimo piano. La ragazza deve essere nascosta in qualche appartamento”.
Il portiere si era calmato e propose di dare il suo aiuto. Lui sapeva che per mezzanotte avrebbe già concluso quello che aveva in mente di fare con quella ragazza scomoda.
“Del filo rosso? Ha avuto proprio un’idea strana quella ragazzina” – diceva il Mucci in modo interessato.
“Questo fatto” – continuava Cantagallo – “ce l’ha confermato indirettamente la signora Piera dicendo che le era sparito un rocchetto di filo rosso”.
“Se vuole, signor commissario, stanotte posso controllare l’entrata del condominio dalla mia guardiola. Le sembra una buona idea?”.
“Magnifica, signor Mucci. Non volevo chiederle niente, per non coinvolgerla, ma se lei ci tiene tanto a darci una mano, sono ben contento di accettarla. A mezzanotte entri nella guardiola e rimanga lì fino a quando glielo diremo noi. Ora vada. Il mio collega l’accompagna in un altro ufficio per farle firmare un po’ di carte. Quando ha finito può andare, che è quasi ora di cena. Grazie”.
“Prego. Allora, commissario” – disse il Mucci. – “Ci vediamo stanotte”.
“Sì, Mucci” – rispose Cantagallo, con un tono più serio. - “Ci vediamo stanotte”.
Il portiere avvertì qualcosa di diverso nello sguardo del commissario, ma non gli dette troppo peso. Il Mucci sapeva che, dopo aver firmato i documenti al commissariato, doveva andare subito nel posto in cui aveva nascosto Arianna e decidere cosa farne. Aveva tutto il tempo che voleva, fino a mezzanotte. Poteva cercare con calma anche le altre eventuali tracce di filo rosso lasciate da Arianna. Era tranquillo perché i poliziotti avrebbero cercato la ragazza negli appartamenti del condominio e non sarebbero andati a cercarla da altre parti. Era sicuro di questo perché glielo aveva appena detto il commissario.
Ma le cose stavano proprio così come aveva detto Cantagallo?

Il filo di Arianna – Decima parte


Il filo di Arianna - Decima parte

La porzione abbondante di strozzapreti obbligò Cantagallo, Razzo e Bandino alla solita passeggiata digestiva del dopo pranzo lungo la pedonale del fiume Marna. Il commissario rifletteva insieme ai due colleghi su quelle frasi sottolineate nel libro.
“Perché un tipo insignificante come il Mucci legge sempre la Divina Commedia?”.
“Sembra più un tipo da giornaletti pornografici” – rispose Bandino.
“Giusto. È lì che volevo arrivare” – disse Cantagallo.
“Quel Mucci non mi è piaciuto appena l’ho visto. Non mi sembra un uomo di cultura” – ribadì Razzo, scuotendo la testa. –“Poi, chissà perché ha sottolineato la frase che dice che qualcuno scende da qualche parte in un luogo più piccolo…”.
Cantagallo, a sentire le parole di Razzo, si fermò un attimo, pensò a qualcosa e poi riprese a camminare più veloce.
“Ci siamo!” – disse Cantagallo agli altri due. –“Accelerate il passo. Abbiamo il nostro uomo”.
“In che senso, commissario?” – chiese Bandino.
“Vi dirò tutto in riunione. Sbrighiamoci” – e allungò il passo verso il commissariato.
Alle tre la stanza da lavoro era pronta e i colleghi della squadra erano già arrivati.
Stavolta nel pannello di destra il commissario aveva affisso la stampa delle pagine sottolineate della Divina Commedia. C’era anche un foglio bianco con scritto a pennarello un nome e un cognome seguiti da un punto interrogativo.



PATRIZIO MUCCI?



Il commissario prese la parola.
“Ho scritto su quel foglio il nome di Patrizio Mucci perché secondo me è la persona che cerchiamo e il motivo della mia scelta lo saprete alla fine del mio ragionamento. A costo di essere noioso vi ricordo il mio pensiero che è anche lo spirito con cui cerco di condurre le indagini di questo commissariato. Io rincorro un’illusione: analizzare scientificamente la scena del crimine per scoprire il colpevole. Voglio osservare e capire ogni singolo indizio raccolto nell’indagine per comporre il mosaico criminale e prendere il responsabile del delitto. Questo con la collaborazione di tutti voi. Nessuno escluso”.
Il commissario cercava sempre di migliorare la propria tecnica d’analisi dei fatti criminali e dava sempre indicazioni ai suoi uomini perché adottassero tale metodo. Il suo non era probabilmente un metodo infallibile, ma gli aveva sempre permesso di assicurare alla Giustizia molti delinquenti. Cantagallo inquadrava ogni crimine in quello che amava definire come il “mosaico criminale”. Ogni indizio era come il singolo pezzo di un mosaico che doveva essere composto per scoprire il colpevole. Ogni pezzo del “mosaico criminale” doveva avere la sua precisa collocazione. Un singolo pezzo poteva essere anche un’ipotesi investigativa, ma come ogni ipotesi doveva essere suffragata da una prova certa e incontrovertibile. Prima la teoria universitaria con la laurea in Scienze Politiche e poi la sua precedente esperienza di poliziotto gli avevano fatto maturare l’idea del “mosaico criminale”. Per raffigurare questo concetto, dietro la scrivania, aveva attaccato al muro la stampa della riproduzione del mosaico della “Battaglia di Isso”. Per gli storici del tempo, quel mosaico rappresentava l’intelligente vittoria di Alessandro Magno sul re persiano Dario. Dario volle affidare la sua vittoria solo al gran numero di uomini, ma fu sconfitto: la forza numerica si trasformò in una debolezza operativa. Alessandro aveva una forza numerica molto inferiore, ma più agile e vinse con un minor numero di uomini. Questo era un altro concetto che piaceva a Cantagallo che si era dotato di un “esercito” di nove poliziotti per scoprire i criminali. Nel corso delle riunioni il commissario ripeteva ai colleghi lo stesso concetto fondamentale che ogni indizio, anche quello più insignificante, poteva essere importante nell’indagine. Qualsiasi indizio non doveva mai essere sottovalutato. Ogni indizio era il singolo pezzo di un grande e complesso mosaico. Preso da solo non faceva capire di quale mosaico si trattasse, quando però era insieme con gli altri pezzi, aiutava il mosaico a prendere forma e la verità si spalancava davanti agli occhi, chiara e intelligibile. Per Cantagallo erano proprio gli indizi e gli oggetti trovati sul luogo del delitto che “parlavano” di quel crimine. Sembrava strano, ma certe volte gli oggetti “parlavano” a Cantagallo. Non in modo chiaro e udibile da tutti, semmai, ognuno di loro parlava a Cantagallo con un linguaggio particolare che doveva essere bene interpretato, per essere compreso nel modo giusto. Ogni oggetto parlava una lingua ai più sconosciuta, ma che poteva essere compresa da un attento investigatore. Un bravo poliziotto era in grado di fare da “interprete” e interpretare il significato di quello che ogni oggetto voleva dire. Stava al poliziotto capire il linguaggio degli indizi trovati durante ogni indagine, decifrarne il messaggio e scoprirne il vero contenuto, che avrebbe contribuito alla soluzione del caso poliziesco. Spettava agli investigatori raccogliere tutti i pezzi del mosaico per fare emergere la verità e arrestare il colpevole.

Cantagallo fece una pausa e poi continuò il discorso.
“Ho pensato a lungo alle frasi sottolineate dal Mucci e mi è venuta in mente un’idea. Pensavo questo. Abbiamo le tracce di un filo da imbastire lasciato dalla nipote lungo un percorso che va dalla casa della nonna Piera all’ascensore del palazzo e le frasi sottolineate dal Mucci del quinto canto dell’Inferno della Divina Commedia dove si parla di un amore che deve essere corrisposto e di un luogo piccolo che si trova scendendo di un piano. Nero e Manno, durante il loro controllo, non hanno detto di aver notato grande movimento nel palazzo. I casi sono due: la nipote è stata trasportata dall’assassino fuori dal palazzo oppure…” – e fece di nuovo una pausa – “…è sempre dentro il palazzo rinchiusa in un luogo piccolo che si trova scendendo le scale!”.
I colleghi ascoltavano in silenzio il commissario e cercavano di comprendere le nuove informazioni che Cantagallo diceva durante il suo ragionamento.
Antica volle dire la sua opinione.
“Commissario, sono d’accordo con lei. Mi sono documentata meglio su quel canto e le confermo quello che lei ha appena detto. Inoltre in quel canto è protagonista pure Minosse, il padre dell’Arianna della mitologia greca, che giudica le anime e stabilisce le pene da infliggere. In quel canto si parla di amore, di dolore, di luogo dove c’è poco spazio e di morte”.
Cantagallo, visibilmente soddisfatto, continuava.
“Brava, Antica. Avete sentito? Si parla di cose che sono tutte presenti nel nostro mosaico criminale: l’amore del Mucci verso una donna che però non lo ama, il dolore di lui per questa sofferenza che lo spinge a sottolineare certi versi della Divina Commedia e l’assassinio passionale di una donna”.
“E questo posto piccolo dove caspita sarebbe?” – chiese la vice. 
“Le rispondo con un’altra domanda”- fece Cantagallo, sorridendo - “perché so già che lei saprà darsi da sola la risposta alla domanda che mi ha appena fatto. Se dal piano terreno del palazzo si scende di un piano, dove ci troviamo?”.
“Nelle cantine del palazzo!” – rispose la vice. – “Ma è giusto, commissario!”.
“Appunto” – continuò Cantagallo – “è proprio lì che il Mucci ha portato Arianna per tenerla nascosta. Aveva visto troppo, ma non se l’è sentita di ucciderla. Per me, il Mucci desiderava morbosamente Franca e non le aveva mai confidato il suo amore. Franca era la domestica della signora Piera da alcuni mesi e il Mucci aveva deciso di farsi avanti con Franca solo il giorno in cui poi l’ha uccisa. Il Mucci ha visto che la signora Piera era uscita e con una scusa di qualche lavoretto da fare in casa, è salito, si è fatto aprire. Sono andati in cucina e lui ha dichiarato il suo amore alla donna.  Franca però ha rifiutato l’amore del Mucci e lui d’impeto, come ha descritto il dottor Baglioni, ha preso un coltello in cucina e l’ha uccisa. Deve essere successo tutto velocemente e, per me, il portiere non deve avere premeditato l’omicidio. Il Mucci era confuso dall’eccitazione del momento e non si era nemmeno accorto della presenza di Arianna in salotto. Quando Arianna, nel sentire la confusione, è accorsa in cucina il Mucci non ce l’ha fatta ad ucciderla. Arianna non gli ha fatto niente, ma è un testimone scomodo e lui decide di nasconderla in un locale delle cantine del condominio. Arianna con una scusa convince l’uomo che deve prendere qualcosa in salotto, forse il giubbotto per coprirsi dal freddo, e ne approfitta per prendere il rocchetto del filo da imbastire. Un pezzo lo arrotola a una gamba della sedia, prende il giubbotto e va con il Mucci. Il portiere, forse, si ferma sulla porta di casa per controllare che non ci sia nessuno e di nuovo Arianna ne approfitta per staccare un altro pezzo di filo e arrotolarlo al pomello della porta. Escono da casa, e il Mucci decide di andare in cantina con l’ascensore per non essere visto e qui Arianna arrotola l’ultimo pezzo di filo alla vite dell’ascensore. Quella ragazza ci ha indicato la strada e noi dobbiamo seguirla. Dobbiamo muoverci con molta attenzione per incastrare il Mucci stanotte e liberare la ragazza. L’ipotesi della cantina come luogo dove è rinchiusa la ragazza è plausibile, ma non è sicuro al cento per cento. Se il Mucci fa il duro e non abbiamo prove certe della sua colpevolezza, lo possiamo tenere in stato di fermo solo per ventiquattro ore. Se non confessa e non dice dove ha nascosto la ragazza, Arianna non la ritroviamo più e la ragazza può essere in pericolo di vita. Bisogna fare uscire allo scoperto il Mucci e ora vi spiegherò come. Ascoltatemi attentamente”.